il ricordo

 Dal Diario

di mio padre

naufragio ed internamento

in terra Spagnola

"Il mio diario che sta per ora cominciare iniziare il giorno 8 settembre 1943 e cioè il giorno in cui mi trovavo a bordo della Corazzata Roma e, là...sù quella nave vergai un foglio di carta che nuovamente trascrivo perchè l'originale se avrò la fortuna di rimanere in Patria lo debbo portare al Santuario di Montenero (Livorno) unito alle mutandine che salvai dal mio naufragio.
E' mattina del 9 settembre sono da poco passate le 3 lasciamo il porto di La Spezia, alle ore 6 abbiamo il primo allarme aereo un apparecchio viene avvistato. E' lontano e non sappiamo di che nazione sia quando arriva a distanza giusta vediamo che è un ricognitore veloce inglese che sta sorvegliando la nostra navigazione, l'allarme cessa e la navigazione continua. E' uno spettacolo vedere tante navi navigare tutte unite come fossero rimorchiate.
Alle ore 14.00 siamo sotto costa della Sardegna per essere più preciso siamo all'esterno della Maddalena e tutti ci crediamo di entrare in porto ma non è ancora il momento perchè una volta accostato di 90° ci fanno prendere il largo e per un momento la formazione si sfalda per poi riprendere in fila indiana con alla destra il Vittorio Veneto, l'Italia e ultima la Corazzata Roma. Sono le 15,45 circa quando molto in alto in prossimità della nostra verticale viene avvistato un aereo, i telemetristi distinguono nelle ali del detto aereo la croce uncinata tedesca.
La prima bomba viene sganciata a pochi metri la nave ha un sussulto da questo momento in tutti noi c'è rassegnazione e siamo certi di non vedere più i nostri cari per istinto metto una mano in tasca ed estraggo il portafogli la foto di mia madre appena la guardo le mani tremano e due lacrime scendono mi sento più forte pronto ad affrontare la morte mentre in cielo 5 altri aerei compaiono e sganciano ancora bombe.
E' la fine, il mio cannone è fuori uso il brandeggio non mi funziona.
Le bombe hanno avariato tutto sono cadute sotto la plancia facendo deflagrare il deposito, due grosso calibro e la torre è saltata in aria.
Mi dirigo a poppa per gettarmi a mare.
E' forte in me la voglia di vivere.
Riesco a prendere un salvagente e mi butto: è la mia salvezza. Resto in acqua per ore, vedo molti miei compagni
morire annegati. Due di loro che non sapevano nuotare li carico sulle spalle e appeso ad alcuni rottami della nave attendo i soccorsi. Vengo salvato con i miei pochi compagni portato alle Baleari ed internato a Port Mahon ricoverato all'ospedale e vi rimango per diversi giorni. Le bruciature riportate durante il naufragio faticano a rimarginarsi ma questo non mi impedisce di accertarmi dello stato di salute dei miei compagni debbo molta riconoscenza ad una persona molto speciale SUOR DEMETRIA la quale con la sua presenza mi ha e ci ha aiutato molto.

VASCO CONTI CAPO IMPIANTO N.6