Comandante in Capo delle Forze Navali Da Battaglia Ammiraglio Carlo Bergamini

M.O.V.M

Ammiraglio Carlo Bergamini

                                                                         

 

Motivazione per la Medaglia d'oro al Valor Militare alla "memoria" conferita all'Ammiraglio d'Armata Carlo Bergamini:

"Comandante in Capo delle Forze Navali da Battaglia,sorprese dall'armistizio in piena efficienza materiale e morale, trascinò con l'autorità e con l'esempio tutte le sue navi ad affrontare ogni rischio pur di obbedire, per fedeltà al RE e per il bene della Patria, al più amaro degli ordini, e nell'adempimento del dovere scomparve in mare con la sua nave Ammiraglia, colpita a morte dopo accanita difesa al nuovo nemico,scrivendo nella storia della Marina una pagina incancellabile di dedizione e di onore".
 

Mediterraneo, 9 settembre 1943

    

 

BIOGRAFIA

L'Ammiraglio Carlo Bergamini,nasce a San Felice sul Panaro (Modena) il 24 ottobre 1888, e muore il 09 settembre del 1943. La vita militare dell'Ammiraglio Carlo Bergamini è fatta di tappe,di episodi,di azioni,che gli hanno fatto avere meritati riconoscimenti pubblici. Dal lontano 1908 quando uscì Guardiamarina, dall'Accademia Navale, al tragico 09 settembre 1943 che lo vide Comandante in Capo delle Forze Navali da Battaglia, vittima "obbediente al più amaro degli ordini " nelle acque della Maddalena, egli ha percorso con lo stile di sempre quella via, fedele e silenziosa, che era la via della Marina. L'aver saputo farsi circondare dall'amore, dalla stima, dal rispetto di tutti i suoi uomini, dagli Ammiragli al più giovane dei marinai, per il suo tratto signorile, per la sua umanità e per la fermezza del suo carattere e per la fedeltà ai suoi ideali. Nella sua vita non c'è niente di straordinario, si è preparato ed è emerso, ha agito con impegno costante e si è segnalato. Ha saputo compiere fino all'ultimo il suo dovere. Non ha rincorso cariche, non ha mai cercato riconoscimenti, ma ha raggiunto le une  ed ha meritato gli altri. Nel 1926 ebbe il comando del Cacciatorpediniere Carini e nel 1934 fu nominato Capo Di Stato Maggiore della 2° Squadra Navale. In seguito, nell'aprile del 1943 divenne, Comandante in Capo della Squadra Navale e il 09 settembre dello stesso anno lasciò il porto di La Spezia dirigendosi verso l'Isola dell'Asinara, a bordo della corazzata Roma, come era stato concordato al momento dell'armistizio con gli alleati. Ma un ordine di Supermarina gli faceva invertire la rotta per dirigersi verso il porto di Bona in Tunisia.

Durante il viaggio le Corazzate Roma, Vittorio Veneto, e Italia vennero attaccate da aerei tedeschi che riuscirono a colpire mortalmente la Corazzata Roma, affondandola all'altezza dell'isola dell'Asinara. quasi tutti gli uomini dell'equipaggio il Comandante Adone Del Cima e L' Ammiraglio Bergamini perirono in quella tragica circostanza.

 

 

 

La Spezia, sera dell'8 settembre 1943

 

 

......Dite tutto questo ai vostri uomini.

Essi sapranno trovare nei loro cuori generosi la forza di accettare questo immenso sacrificio.Dite loro che i 39 mesi di guerra che, insieme, abbiamo combattuto, ora per ora nell'impari lotta, che le navi affondate strenuamente, che i morti gloriosi, hanno conquistato alla Marina il rispetto e l'ammirazione dell'avversario. E la flotta, che fino ad un'ora fa era pronta a muovere contro esso, può ora che l'interesse della Patria lo esige, andare incontro al vincitore con la bandiera al vento e possono i suoi uomini tenere ben alta la fronte. Non era questa la via immaginata. Ma questa via dobbiamo noi prendere senza esitare, perchè ciò che conta nella storia dei popoli non sono i sogni e le speranze e le negoziazioni della realtà, ma la coscienza del dovere compiuto fino in fondo, costi quel che costi. Sottrarsi a questo dovere sarebbe facile, ma sarebbe un gesto inglorioso e significherebbe fermare la nostra vita e tutta quella dell'intera nazione e chiuderla in un cerchio senza riscatto, senza rinascita, mai più. Verrà il giorno in cui questa forza vivente della Marina sarà la pietra angolare sulla quale il popolo italiano potrà riedificare pazientemente le proprie fortune. Dite tutto questo ai vostri uomini ed essi vi seguiranno obbedienti, come sempre vi hanno seguito nelle ore delle azioni piene di pericoli.

 

 

IL COMANDANTE IN CAPO

DELLE FORZE NAVALI DA BATTAGLIA

CARLO BERGAMINI