Una civiltà diversa

 

 

Il 06 gennaio 1992 cessava di vivere mio padre Vasco Conti all'età di 70 anni stroncato da un infarto a seguito di un disperato intervento chirurgico,nell'ospedale di Desenzano Del Garda.

Papà era uno dei circa 600 superstiti della Corazzata Roma,dove trovarono la morte oltre all'Ammiraglio Carlo Bergamini e, al Comandante Adone Del Cima centinaia di Ufficiali,Sottoufficiali e semplici Marinai, papà appunto..fù uno dei pochi che si salvò.Come Marò era Capo al complesso n°6 pezzi da 90/50 contraerea e,sotto quell'inferno di fuoco con i piedi bruciati si gettò in mare,aggrappandosi con altri compagni ad alcuni pezzi della sua nave mantenendosi a galla. Papà mi raccontava spesso del panico che lo prese quando,in alto mare,sopraggiunse la notte e il grido disperato dei suoi compagni che,vinti dallo sforzo,mollavano i rottami e venivano inghiottiti dal mare.La mattina successiva, i pochi superstiti,furono portati in Spagna e vi rimasero fino alla liberazione dell'italia. Rientrato a Livorno (siamo nel 44) i dispiaceri non tardano ad arrivare,muore la moglie,lasciandogli due figli Rita e Carlo. la vita però a Livorno, semidistrutta dalla guerra era a dir poco disperata.Decise quindi di unirsi ad una sorella,che nel frattempo si era trasferita a Rivoltella Del Garda,una frazione di Desenzano Del Garda (città in cui mi trovo ora io). Negli anni 50 sposa mia madre, da cui nascono tre figli: due femmine (Gabriella e Giovanna) e per ultimo il sottoscritto Giovan Battista. Il carattere di mio padre era cordiale ed aperto. Sapeva cantare,suonare,era stato anche nella banda cittadina,cacciatore,sportivo e ha sempre fatto parte dell'A.N.M.I. locale. Ricordo che mentre mi recavo alla camera mortuaria,pensavo che solo noi familiari fossimo stretti attorno alla salma per rendergli l'ultimo saluto.La sorpresa fu grande quando vidi decine e decine di persone arrivare a rendergli omaggio,e centinaia furono le firme apposte al registro. La Messa fu celebrata da due sacerdoti e, all'uscita un picchetto di marinai con il labaro gli hanno reso omaggio. Dopo di che una lunga fila di macchine hanno seguito il feretro fino al piccolo cimitero ove riposa per l'eternità.Prima che la salma venisse inumata, i marinai schierati in ordine hanno suonato il silenzio, poi uno di loro ha letto la preghiera al marinaio. La commozione ha preso tutti i presenti, sul registro nell'apporre la mia firma,tra parentesi ho scritto ARRIVEDERCI.Volevo aggiungere......... NEL NULLA, ma si può raggiungere uno nel nulla? Non solo, ma ho anche pensato che le centinaia di persone presenti con tanti fiori,e gremito il Duomo,credono nel mondo dei più e nel rispetto loro mi sono trattenuto dallo scriverlo. Una riflessione!!: credevo sì che mio padre fosse amato e rispettato,ma non credevo a così tanta partecipazione, anche l'allora Sindaco espresse cordoglio e moltissimi hanno dimostrato amicizia ed affetto a "Vasco il Toscano" come era scritto nel manifesto funebre, Grazie Papà non ti dimenticherò mai.

 

                                                                                       Tuo figlio

 

                                                                                 GIOVAN BATTISTA