Poesie dedicate alla Corazzata Roma

 

 

 

RICORDANDO  NAVE  ROMA

Se tornare indietro col tempo potrei
gloriosa Nave Roma del tuo equipaggio
a far parte tornerei. Il fuoco che
eruttavano i tuoi cannoni era infernale,
mi sembrava impossibile tu potessi
affondare.Taranto,Napoli,La Spezia,
le tue basi,era fatale miei porti che
per la tua mole tu potessi stare.
Ricordo in estate a La Spezia era di
giugno,tanti aerei nemici sul cielo
giravano a te intorno,sganciarono bombe
alla ventura e, nel tuo fianco sinistro
fecero una grossa apertura.
Nel cantiere di Genova fecero la gara
tutto il personale,in poco tempo tu
riprendesti il mare. Venne l'8 settembre
e come tutti sanno le navi e la Marina
subirono il maggior danno.
La guerra era finita si diceva,ma noi
in pieno assetto di guerra ancor si
navigava,fummo attaccati da aerei Tedeschi
alla disperata.E tu gloriosa Roma tagliata
in due fosti affondata,perdemmo te Roma
tutto lo Stato Maggiore e tanti tanti
eroi che in spirito vivono sempre
nel cuore d'ognuno di noi.

Vasco Conti
 

Superstite della Corazzata Roma

 

 

 

ADDIO "ROMA"

Le navi son partite nella notte profonda
Hanno svuotato tutti i magazzini
della Base Navale;son cariche le stive
ed anche sulla tolda vi son barili
pieni di nafta.Tutto sembra quasi irreale.
L'alba nascente tinge di rosso acceso
gli scafi inumiditi;le scie spumeggianti
sollevano nel cielo gocce di luce
dai colori iridati.Numerosi delfini
inseguono le navi in una gara
ardita.Passan l'ore di un mattino radioso,
mentre vedette accorte scrutano il mare.
Dove le navi vanno nessun sa,nè chiede
di sapere; qualcuno ha già deciso
dove esse approderanno.Nel primo pomeriggio
siamo a La Maddalena quando,improvviso,
suona l'allarme aereo.Ogniun raggiunge il posto
suo di combattimento senza timore.
Segue un silenzio breve,poi si scatena il fuoco
di molte mitragliere.La nave trema.
Susseguono boati,rumori di ferraglie,
sussulti inusitati e infin lo schianto
di un gigante ferito che s'accascia morente.
Dal centro della nave s'eleva al cielo
una densa colonna di fiamme e fumo acre.
Il torrione inclinato con sè trascina
negli abissi del mare lo scafo corazzato.
Ohimè quanti feriti veggo dintorno!
Quando mi butto in acqua galleggiano barili,
corpi non più animati.Mio caro amico
Ove sei tu finito assieme alla torre
di cannoni trinati? Forse nel gorgo
dell'acqua che bolliva,per tanto fuoco ardente,
è finita la gioia dei tuoi vent'anni!
Che sorte avrà mai avuta quel giovane bruciato
in viso e senza orecchie? O l'altro ancora
sull'elica imbrigliato,mentre,la chiglia in aria,
la nave inabissava in due tronconi? Tutta s'è consumata
in tempo così breve,una tragedia immane
da far paura.Il mare ha divorato
circa duemila morti in meno di mezz'ora.
Piangon le madri, piangon le spose,i figli,
la sorte tanto infame che non ha lor permesso
un bacio estremo. Ed anche se la sorte
ha voluto salvarmi, è sì grande l'angoscia
che il cor mi opprime che per tutta la vita
non potrà più scordare così triste momento
E così sia.

Pasquale De Conno
 

Superstite della Corazzata Roma

 

 

 

ROMA

Scafo possente dal vetusto nome,

tolda ferrigna irta di cannoni,

il fuoco che li fece ti disfece...

Il mar che tu domasti ti sommerse,

come festuca priva d'ogni vita.

Venne dal ciel l'insidia

non domata, e fù la fine:

Un pauroso gorgo tutto travolse,

al fondo.

Uomini e cose.

E poi la notte venne e tutto tacque:

Sola s'udì salire una gran voce....

che l'onda propagò per tutti i mari:

Voce di morti dall'abisso fondo,

monito al mondo

ROMA.....mai tramonta.

 

Dino Macchia

Superstite della Corazzata Roma

 

 

 

EROI SENZA FINE

Tu che passi da via G.Pullino
e dalle Piazze Augusto Albini e
G. Vallari
se entri nel parco leggi:
CADUTI DEL MARE
9 settembre 1943.
Noi siamo in fondo al mare con le
nostre navi.
Tutto ci fu negato dalla sorte
avversa:
Le carezze delle nostre mamme
il conforto delle nostre spose
il grido gioioso dei nostri figli
nulla abbiamo chiesto in ricompensa.
Tutto abbiamo donato alla
Patria con amore
RICORDATECI.

Gaspare Romano
 

Superstite della Corazzata Roma